lunedì 28 maggio 2018

IL PIANO DEL NEO ALLENATORE DEL NAPOLI "ANCELOTTI"

Mister Champions, uno che ha allenato i migliori al mondo, ha una certezza: il Napoli è molto forte, nel suo complesso, al di là del secondo posto e dei 91 punti che lo hanno portato a un passo dal sogno. Ed è questa certezza che lo ha spinto ad accettare la proposta di De Laurentiis, con un triennale che nella stagione 2018-2019 dovrà spingere il Napoli ad andare al di là della fase a gironi di Champions League (Sarri vi era riuscito nel 2017 sbattendo contro il muro del Real Madrid, poi vincitore del trofeo) e a conquistare lo scudetto. «Uno come lui non viene per far bene ma per vincere», ha detto Demetrio Albertini, l'ex centrocampista del Milan e della Nazionale che conosce bene Ancelotti, nell'intervista di sabato scorso al Mattino.


L'allenatore non ha chiesto fuoriclasse a De Laurentiis, ma la conferma degli uomini più importanti di questo organico che considera eccellente, a cominciare da Koulibaly, che tra i suoi corteggiatori ha Chelsea e Barcellona, e da Insigne, che è ufficiosamente seguito da uno scaltro operatore di mercato come Raiola, abile a tessere trattative per i suoi assistiti a prescindere dal club. Ecco, resistere ad allettanti proposte economiche e confermare i pezzi pregiati dev'essere il vero sforzo da fare sul mercato secondo Ancelotti, fiducioso che alle partenze di azzurri che sono stati protagonisti dell'ultimo quinquennio (ad esempio Callejon e Mertens, che sono arrivati stremati agli ultimi due mesi della stagione perché non hanno tirato mai il fiato) e hanno contratti con clausole rescissorie si possa rimediare. Peraltro, ci sono risorse di qualità in panchina: è il caso di Zielinski (piace molto al nuovo tecnico azzurro) e Diawara, i due giovani centrocampisti che nelle ultime stagioni hanno già sostituito Hamsik e Jorginho, indicati tra i possibili partenti.

(fonte https://sport.ilmattino.it)

mercoledì 17 febbraio 2016

Conferenza stampa di Sarri (e di Reina) pre-partita di Europa League contro il Villareal

 #Sarri:"Ora siamo consapevoli di poter giocare alla pari in casa dei grandi club europei. Il VillarrealCF è una squadra di grandissimo livello. Percentuali di passaggio del turno? 50%-50%. Non so ancora chi scenderà in campo. So soltanto che chi giocherà darà il massimo. A prescindere da chi giocherà le prossime partite, a me interessa che la squadra porti in campo sempre la stessa voglia di vincere. La fase offensiva del Villarreal CF è di altissimo livello. Hanno ottimi giocatori e un allenatore preparato. Sarà un match duro"


#Reina:"Ci aspettano 90 minuti duri contro una squadra che gioca molto bene. Qui ho vissuto 3 anni importanti. ‪#‎UEL‬ è un obiettivo a cui teniamo molto. A noi interessa, sempre, soltanto vincere. Il morale della squadra è ottimo. Dopo ‪#‎JuveNapoli‬ siamo ancora più consapevoli della nostra forza. Dobbiamo giocare il nostro calcio e, nell'arco dei 180 minuti, sbagliare il meno possibile. il VillarrealCF è un club tra i migliori in Europa. Sono contento della calorosa accoglienza ricevuta" 


lunedì 15 febbraio 2016

Pagelle di Juventus-Napoli (partita del 13/2/2016)


Diamo i voti ai protagonisti della grande sfida scudetto allo Juventus Stadium: Zaza match-winner di un successo costruito con merito e sigillato dalla panchina con la firma del miglior dodicesimo uomo della Serie A. Napoli di ripiego "alla Benitez": Insigne eHiguain disinnescati da un gigantesco Barzagli e lo stoicismo di Bonucci. SorpresaKhedira, subito fondamentale in termini spazio-temporali.

Juventus:


BUFFON 6 – La parata più bella, con uno strepitoso riflesso, la estrae su Albiol a gioco fermo.

LICHSTEINER 6 - Blinda la corsia senza rischi, costringendo Ghoulam a un ripiegamento speculare da Napoli "alla Benitez". Da segnalare un solo ritardo di raddoppio su Insigne a una manciata di secondi da inizio ripresa.


BARZAGLI 7 – Sale sui ring dei pesi massimi contro Higuain e il Pipita, fermato da Bonucci sull’occasione da gol più netta a favore del Napoli, raccoglie le briciole. Monumental
e.

BONUCCI 6,5 - Investito da Khedira in avvio, miracoloso in anticipo acrobatico su Higuain, ed è la giocata forse più bella del match, prima della resa al dolore del ginocchio destro.



Dal 52’ RUGANI 6 - Debutta al cospetto del suo maestro coadiuvando un gigantesco Barzagli: insegnamenti vecchi e nuovi, botti di ferro per l'astro nascente e più brillante fra i giovani difensori italiani. 

EVRA 6,5 - Fra gli esterni schierati in campo, tutti lecitamente preoccupati dalle consegne difensive, è quello che spinge di più ricacciando “le malelingue” che volevano Alex Sandro titolare. 

CUADRADO 6,5 - Calcia per primo in porta, ma da posizione molto defilata, per sporcare i guanti di Reina; punge nello stretto, scarica di prima, pressa fra le linee. Positivissimo.

 KHEDIRA 7 - Recuperato in extremis e schierato a sorpresa dal primo minuto, capiamo prestissimo il perché: il tedesco occupa e attacca tutti gli spazi, permettendo alla Juve lo sviluppo permanente del gioco. 

MARCHISIO 6 – Un po’ impreciso tra le fasi nel primo tempo, rimedia con un’entrataccia su Mertens all’ultimo errore d’impostazione.


POGBA 6,5 - Spaventa Reina con un fendente su punizione: vivace nel primo tempo tra fraseggi nello stretto e soluzioni vanitose, manda in tilt Hysaj nella ripresa confezionando da protagonista "in climax" la quindicesima perla bianconera. 

MORATA 5,5 – Le cose migliori le fa di sponda, però non calcia mai in porta: ruvido in avvio su Callejon, mostra subito una certa insofferenza defilandosi prima dell’ora di gioco. 

Dal 58’ ZAZA 7 - Seduto al riparo della barricata, legge il Manuale del buon soldato. Schierato in prima linea, fa breccia con l’esattezza di un cecchino. Match winner, miglior dodicesimo uomo del nostro campionato.

DYBALA 6 - Fallisce sopra la traversa la migliore occasione, gol escluso, della partita ma a prescindere dalla rete di Zaza, non è un grave errore anche perché, impegnato in ripiego su Jorginho, da quelle parti ci arriva un po' a fiato corto. Il cambio finale con Alex Sandro poi è diventato una specie di portafortuna... E il brasiliano ha parte attiva e determinante sul gol partita. Dall’87’ Alex Sandro s.v. 

Allenatore Massimiliano Allegri 7 - Condottiero di un esercito che, quindici battaglie fa, ha iniziato a sentire il rumore del nemico e che oggi, finalmente, ha fiutato il sangue dirimpetto per riprendersi una leadership di elezione naturale.

Napoli:


REINA 6 - Cuadrado gli sporca i guanti, Albiol lo beffa trasformando il tiro di Zaza in una freccia velenosa. Ora gli spetta uno spogliatoio ferito da medicare con i gradi del leader. 

HYSAJ 5 – Rivelazione sì, ma il palco dello Stadium fa tremare le gambe e, col passare dei minuti, l’incombenza di Pogba mette certi brividi. Non bastassero i tedi difensivi, di cross in area avversaria ne arriva uno solo: quello della “figura Bonucci”. 

ALBIOL 6 – Efficacissimo su Morata, coraggioso d’inserimento, sfortunato sulla deviazione fatale che mette in porta il tiro di Zaza e condanna il Napoli al una dolente sconfitta. 

KOULIBALY 6 – Spaventa la Juve in avvio con un’inedita progressione palla al piede e un calcione rifilato “di fisico” a Cuadrado: perfetto per un’ora, sbava nel finale contro Zaza e si fa ammonire a tempo scaduto. 

GHOULAM 5,5 - In bilico sul binario Lichsteiner-Cuadrado, rinuncia alla spinta e fatica in raddoppio di marcatura soffrendo nello stretto. 

ALLAN 6,5 – Imprescindibile. Raddoppia sistematico, mette le pezze, taglia le linee di passaggio del fuoco nemico. Normale, con queste faticose premesse, che manchi un po’ di lucidità dalla trequarti in su. 

Dal 90’ Gabbiadini s.v. 

JORGINHO 6 - Meno concreto, ma senza gravi colpe, di Allan mettendo il naso fuori dalla stanza dei bottoni: soffre la pressione costante, anzi asfissiante dell'inaspettato Khedira e il contrasto da incursore di Dybala.

HAMSIK 5 – Assente da tutte fasi salienti della partita, calcia in porta una sola volta dalla lunga distanza, senza mai disturbate l’inerzia di uno sviluppo verticale a tinte bianconere. 

CALLEJON 6 – Primo ammonito di un match molto corretto, praticamente un difensore aggiunto e lontano, suo malgrado e senza colpe specifiche, dai varchi offensivi. 

INSIGNE 5,5 – Accende la miccia a inizio ripresa con un controllo straordinario, per lo slalom fra Lichsteiner e Cuadrado, dopo una partenza in salita e si rimbocca le maniche in ripiego difensivo… Ma i fuochi sono di paglia in entrambe le fasi.

Dal 77’ MERTENS 6 - Troppo tardi per innescare la turbina, ma meglio di Insigne in possesso e protezione della palla: praticamente quello che porta le borracce sulle salite “delle alpi”.

HIGUAIN 5,5 - Attesissimo, con un bottino di 24 gol in altrettante partite di campionato; cancellato da Barzagli per tutto il corso dei novanta minuti; disinnescato da Bonucci l’unica volta che può mettere il dito sul grilletto. Certo però che un centravanti senza scorte è un centravanti con le polveri bagnate, e questa "algebra militare". 

Allenatore Maurizio Sarri 6 - Aveva detto: "Dobbiamo avere la follia d'imporre il nostro gioco a Torino". Questione di training e idealismi... E peccato solo per gli innesti (forse) un po' tardivi di Mertens e Gabbiadini in un match deciso da "quell'altro diavolo" d'un dodicesimo uomo.
(fonte it.eurosport.com)



Faccia a faccia a castelvolturno


Reina e Higuain neri di rabbia, a Torino è stato un suicidio tattico del Napoli. Oggi faccia a faccia a Castel Volturno.


L'edizione napoletana di Repubblica scrive su Reina e Higuain dopo la sconfitta di Torino: "La tattica preparata a tavolino prevedeva per il Napoli ben altro, infatti. Aggredire il centrocampo avversario, innanzitutto: approfittando della mobilità ridotta di Khedira e della pigrizia di Pogba nel lavoro di interdizione. A Callejon e Insigne, invece, era stato affidato il compito di schiacciare sulle fasce laterali Lichtsteiner ed Evra, non di preoccuparsi troppo delle incursioni degli esterni bianconeri: come è al contrario successo, invece. La conseguenza è stato l’isolamento totale di Higuain, che non ha potuto contare nemmeno sugli inserimenti di Hamsik, a sua volta troppo timido. Solo Hysaj ha provato a innescare una volta il capocannoniere del campionato: innervosito dalla mancanza di rifornimenti e costretto a una figuraccia contro Barzagli. Nero dalla rabbia anche lui, come Reina. I due leader hanno potuto fare poco per evitare il suicidio tattico dei compagni: tema bollente del confronto di oggi a Castel Volturno"
(fonte Calcionapoli24)


REINA SEMPRE PIU' LEADER IN CAMPO E FUORI

Repubblica: "Reina fuori di sé al fischio finale di Orsato: aveva provato invano a scuotere i compagni, sentiva i pericoli di una tattica rinunciataria"
Pepe Reina squilla la carica trasformando in energia positiva la rabbia accumulata a Torino: in una malanotte vissuta per 88’ da insofferente spettatore, fino alla beffarda deviazione di Albiol che ha regalato alla Juve vittoria e primato. Il portiere era fuori di sé, al fischio finale dell’arbitro Orsato. Dalla sua posizione privilegiata, infatti, il leader azzurro aveva invano provato a scuotere i suoi compagni dal loro torpore: intuendo, grazie alla sua esperienza, i pericoli che poteva comportare una tattica così rinunciataria. Accontentarsi dello 0-0 è stato un suicidio, con il senno di poi. Ma il numero uno se n’era accorto anche prima dell’improvviso guizzo di Zaza, cui il Napoli è andato incontro con eccessiva ingenuità: tradendo pure la sua natura"
(fonte calcionapoli24)


mercoledì 10 febbraio 2016

La vecchia signora verso la supersfida contro il Napoli senza il suo capitano

Non c’è ancora la conferma ufficiale, ma molto probabilmente Giorgio Chiellini, infortunatosi nella partita contro il Frosinone, non verrà schierato nella sfida di sabato sera allo Juventus Stadium contro il Napoli. Una tegola molto pesante per Massimiliano Allegri, anche alla luce di altri ko già registrati come: Caceres, Khedira, e Mandzukic.
Evra verrà recuperato e non è escluso che il centrocampista tedesco possa rientrare in tempo. 
Tuttavia  la questione difensiva rimane la più preoccupante. Come sostituire Chiellini? Ecco tutte le opzioni a disposizione del tecnico bianconero.


  • Rugani titolare e conferma della difesa tre
 L’ipotesi più ovvia, ma quella meno cara ad Allegri. Per toccare il giusto lo schieramento di base, il tecnico bianconero potrebbe concedere una rara maglia da titolare al difensore arrivato in estate dall’Empoli, proprio contro il suo mentore Maurizio Sarri. Allegri però non si fida più di tanto e, quindi, al momento pare la via meno percorribile.
Perché sì: la Juventus non cambierebbe il modulo di base (3-5-2) e darebbe un bel segnale a Rugani in vista della prossima stagione. Anche lui può fare parte di questa squadra non soltanto come rincalzo dei rincalzi, ma anche come titolare. Non schierarlo, semmai, potrebbe significare togliergli quasi del tutto la fiducia in prospettiva futura.
Perché no: c’è un problema non da poco, quello legato alle alternative che Allegri potrebbe portarsi in panchina. Fate i conti e non troverete un altro centrale difensivo di ruolo. Proprio per questo, ancor prima che per una questione di fiducia, Rugani potrebbe essere costretto a rimanere ancora una volta fuori dall’undici titolare.
Rugani nel 3-5-2

  • Lichtsteiner arretrato a destra 
Sulla carta si tratta di una via meno scontata, ma più probabile. Allegri dovrebbe provare lo svizzero in una posizione più arretrata, spostando Barzagli a sinistra e restando schierato con un 3-5-2 con Cuadrado a destra. Al momento, non è stata invece considerata l’opzione contraria, ovvero l’arretramento di Evra con Alex Sandro alto a sinistra.
Perché sì: di fatto, la Juventus gioca ormai da mesi con un 3-5-2 che slitta in fase difensiva verso il 4-4-2. E, dunque, si tratterebbe soltanto di far giocare Cuadrado qualche metro davanti a Lichtsteiner. Un aggiustamento minimo che permetterebbe ad Allegri di tenere in formazione uno degli uomini più in forma, ovvero il colombiano.
Perché no: soprattutto per una questione di fiducia nei confronti di Rugani. Tatticamente, si tratterebbe di una soluzione ineccepibile.
Lichtsteiner nella difesa a tre

  • Ritorno alla difesa a quattro
 Gli uomini sono gli stessi dello schieramento precedente, soltanto con meno libertà di movimento. E, dunque, Lichtsteiner affiancato da Barzagli e Cuadrado a tutta fascia sulla destra. Una mossa già vista a inizio stagione, una via che Allegri sembra deciso a tastare in vista del ritorno in Europa.
Perché sì: non si tratta affatto di un cambiamento tattico radicale, ma di un modulo che la Juventus conosce bene. Il vero punto di forza, poi, potrebbe essere mantenere Barzagli sul centro-destra, posizione a lui più congeniale.
Perché no: i veri problemi potrebbero esserci in attacco, con una maggiore richiesta di sacrificio a uno tra Morata e Dybala. O, nel caso in cui l’assetto si modulasse su un 4-4-2, a Pogba sull’esterno di centrocampo. Ne varrebbe la pena?

(fonte: it.eurosport.com)

martedì 6 novembre 2012

Dopo l’errore con il Torino, Aronica per farsi perdonare è pronto ad offrire…


Giovanni Scotto, attraverso un articolo apparso sull’edizione odierna del quotidiano, il Roma ha parlato della promessa fatta da Aronica per farsi perdonare per l’errore contro il Torino. Ecco le sue parole: Gli sguardi sconcertati e qualche imprecazione ci sono state, ma solo negli istanti successivi alla rete di Sansone che ha fatto esplodere il Torino di gioia e ha regalato il pareggio alla squadra granata. Ma appena dopo il fischio finale, quando l’adrenalina della partita si è scaricata tutto d’un colpo, per Salvatore Aronica ci sono state solo frasi d’affetto e abbracci. Tutti gli azzurri, compresi ogni calciatore, i componenti della panchina, Mazzarri e il suo staff, più i vari dirigenti e dipendenti, nessuno escluso ha dato una pacca sulla spalla o sulla testa del giocatore. Uno dei più arrabbiati dopo il gol del Toro, Edinson Cavani, è stato il primo a consolare il compagno: «Non ti preoccupare Totò, non fa niente può succedere. Devi stare tranquillo». Marek Hamsik gli ha spiegato che hanno sbagliato tutti e non solo lui, lo stesso De Sanctis si preso parte delle responsabilità per il gol subito. Insomma, già negli spogliatoi tutti hanno abbracciato Aronica. E dopo la partita, mentre su internet e alla radio si sfogava la rabbia dei tifosi (con qualche tirata d’orecchie al difensore) sui social network ha prevalso l’ironia, con qualche immagine ironica. Ma tanti tifosi invece lo hanno perdonato subito, ricordando il suo attaccamento alla maglia e le sue tantissime buone prestazioni. Chi è voluto stare vicino al difensore siciliano è stato Paolo Cannavaro, che ha trascorso la serata a casa di Aronica, cenando con la sua famiglia dall’amico. I due sono inseparabili e il capitano ha voluto rimanere vicino al difensore ex Reggina, che ha promesso di offrire una cena, stavolta a tutti, per farsi perdonare. Magari quando le cose si rimetteranno a posto dal punto di vista dei risultati. Per Aronica non è un gran periodo: rassegnato ad essere diventato riserva, scavalcato prima da Britos e poi da Gamberini, ha dovuto fare i conti con un periodo di nervosismo, sfociato nel brutto episodio della zuffa con un giornalista che si divertiva a prenderlo di mira. Poi è arrivata questa ‘quasi’ autorete, ma la vicinanza dei compagni e di parte dei tifosi è il modo migliore per ripartire.
Del resto Aronica vuole rimanere in azzurro per altri due anni, e spera di collezionare le 23 presenze per far scattare il rinnovo automatico per un’altra stagione. Non sarà facile, perché Gamberini è il nuovo titolare a sinistra e c’è ancora Britos, ma la nuova sfida di Aronica può essere l’arma vincente per riconquistare serenità e l’affetto di quei tifosi che da domenica lo hanno criticato.
Dopo l'errore con il Torino, Aronica per farsi perdonare è pronto ad appendere le scarpette.
(fonte Francesco Ulmini - Calcionapoliweb.it)