Mister Champions, uno che ha allenato i migliori al mondo, ha una certezza: il Napoli è molto forte, nel suo complesso, al di là del secondo posto e dei 91 punti che lo hanno portato a un passo dal sogno. Ed è questa certezza che lo ha spinto ad accettare la proposta di De Laurentiis, con un triennale che nella stagione 2018-2019 dovrà spingere il Napoli ad andare al di là della fase a gironi di Champions League (Sarri vi era riuscito nel 2017 sbattendo contro il muro del Real Madrid, poi vincitore del trofeo) e a conquistare lo scudetto. «Uno come lui non viene per far bene ma per vincere», ha detto Demetrio Albertini, l'ex centrocampista del Milan e della Nazionale che conosce bene Ancelotti, nell'intervista di sabato scorso al Mattino.
L'allenatore non ha chiesto fuoriclasse a De Laurentiis, ma la conferma degli uomini più importanti di questo organico che considera eccellente, a cominciare da Koulibaly, che tra i suoi corteggiatori ha Chelsea e Barcellona, e da Insigne, che è ufficiosamente seguito da uno scaltro operatore di mercato come Raiola, abile a tessere trattative per i suoi assistiti a prescindere dal club. Ecco, resistere ad allettanti proposte economiche e confermare i pezzi pregiati dev'essere il vero sforzo da fare sul mercato secondo Ancelotti, fiducioso che alle partenze di azzurri che sono stati protagonisti dell'ultimo quinquennio (ad esempio Callejon e Mertens, che sono arrivati stremati agli ultimi due mesi della stagione perché non hanno tirato mai il fiato) e hanno contratti con clausole rescissorie si possa rimediare. Peraltro, ci sono risorse di qualità in panchina: è il caso di Zielinski (piace molto al nuovo tecnico azzurro) e Diawara, i due giovani centrocampisti che nelle ultime stagioni hanno già sostituito Hamsik e Jorginho, indicati tra i possibili partenti.
(fonte https://sport.ilmattino.it)
